La riforma dell’art. 54 del Testo unico enti locali ad opera dell’art. 6 del d.l. 23 maggio 2008, n. 92 (convertito dalla legge 24 luglio 2008, n. 125) ha attribuito ampi poteri ai sindaci in relazione alla gestione dell’ordine pubblico. In base alla nuova norma, il sindaco “… adotta con atto motivato provvedimenti, anche contingibili e urgenti nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento, al fine di prevenire e di eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana”.
Come è noto, i sindaci hanno mostrato un notevole interesse per i nuovi poteri loro attribuiti. Il richiamo diffuso, effettivo o anche soltanto formale, a vere o presunte emergenze connesse alla sicurezza delle città ha dato origine ad ordinanze che in alcuni casi, e in misura diversa, sono idonee ad incidere negativamente sulla protezione dei diritti fondamentali e, più in generale, sul sistema delle garanzie politiche e giuridiche previste dalla Costituzione.
È proprio al fine di elaborare risposte approfondite a questi e ad altri interrogativi che, all’indomani della riforma e delle sue prime applicazioni, un gruppo aperto di giuristi ha promosso l’avvio di una discussione critica. Il presente incontro vuole rappresentare un primo bilancio delle riflessioni in tal modo maturate.